Rassegna stampa
Nuovi laboratori all’Iti

Il Trentino - 30 novembre 2011 — pagina 22 sezione: Provincia

ROVERETO. Serata di inaugurazioni e di visita ai nuovi laboratori, all'Iti Marconi di Rovereto. Nei giorni scorsi si è svolto "Vivi la tecnologia - immergiti nei nuovi laboratori", evento organizzato in occasione dell'inaugurazione dei nuovi laboratori di automazione e di meccanica, già funzionanti nell'anno scolastico in corso. Di fronte a un numeroso e attento pubblico di genitori e studenti, l'assessore provinciale all'istruzione, Marta Dalmaso, e l'assessore provinciale all'Industria, Alessandro Olivi, hanno rinnovato l'impegno della Provincia di sostegno all'istituto roveretano nella realizzazione del progetto del nuovo Polo tecnologico nel quartiere San Giorgio, specializzato nella meccatronica, scienza che coniuga meccanica, elettronica ed informatica. Nelle intenzioni questo polo sarà un luogo di incontro tra imprese, istruzione tecnica, istruzione professionale (è coinvolto, infatti, anche il Cfp Veronesi) e Università.

Sarà anche la risposta congiunta di tutti questi soggetti a quella che l'ingegner Agostino Peroni, rappresentante di Confindustria, ha presentato come «l'esigenza di formare giovani di eccellenza, capaci di adattare le proprie conoscenze alla continua evoluzione della realtà produttiva e sociale». Parole di incoraggiamento in questo senso sono venute dall'assessore alla formazione del Comune di Rovereto, Giovanna Sirotti, dall'assessore alle politiche del lavoro della Comunità della Vallagarina, Marcello Benedetti, e dal presidente della Comunità degli Altipiani Cimbri, Michael Rech. La serata è quindi proseguita con un momento conviviale e con l'incontro nella sala teatro dell'istituto tra il dirigente scolastico Maurizio Baroncini e le famiglie di studenti delle terze medie e delle seconde classi dell'Iti, al fine di approfondire i diversi aspetti dell'offerta formativa dell'istituto. Le stesse famiglie hanno poi visitato i laboratori, accompagnate da docenti ed ex-alunni diplomati negli scorsi anni scolastici.

 
Meccatronica primo ok

Il via libera per la palazzina che ospiterà le imprese "sfrattate" per far posto a Iti e Cfp

ROVERETO. Primo via libera per il Polo della meccatronica a Rovereto. Il comitato tecnico-amministrativo (Cta) dei lavori pubblici e della protezione civile ha avallato il progetto definitivo per la costruzione di un nuovo edificio. Lo stabile sorgerà nell'area di fronte alla sede di Trentino Sviluppo, e ospiterà le quindici imprese al momento insediate nei capannoni "A" e "B" del Polo tecnologico. Quest'ultimi saranno demoliti e lasceranno spazio alla nuova palazzina occupata dagli studenti dell'Iti Marconi e del Cfp Veronesi.

In un secondo tempo sorgeranno università e centri di ricerca. Il nuovo edificio costerà 21 milioni di euro (tutti a carico di Trentino Sviluppo) e si prevedono tempi brevi per la sua costruzione, coerentemente con la tabella di marcia stabilita inizialmente. Le aree per l'edilizia scolastica dovranno essere liberate entro il 2013, motivo per cui le imprese avranno 50 giorni di tempo per presentare i progetti. L'edificio, della superficie complessiva di 17 mila metri quadrati, si sviluppa su tre livelli, e sarà piuttosto limitato in altezza in quanto il primo livello sarà interrato. Al piano terra saranno sistemate altre realtà produttive del Bic e il terzo piano sarà dedicato agli uffici e caratterizzato da un sistema costruttivo che prevede l'impiego di pannelli "X-lam" in legno e la copertura a verde con pannelli fotovoltaici. In tema di risparmio energetico sarà impiegata la procedura Leed e il protocollo Arca. (pa.t)

 

Trentino - 15 novembre 2011

 
E per compito faccio un robot

icon L'Adige 4 Giugno 2009 - pg. 32 sezione: ROVERETO Culltura

cultura Al Museo Civico le creazioni delle scuole: ai confini della realtà cibernetica

robotlaura galassi Negli stand presso il Museo Civico non mancava proprio nulla: c'è il robot-pompiere, quello che segue la luce, quello che esce da solo dal labirinto per non dimenticare il robot-parcheggiatore. In occasione della rassegna del cinema scientifico-tecnologico «Discovery on films», cinque istituti fra medie e superiori provenienti da tutto il Trentino, a rotazione hanno proposto i loro progetti di robotica ad altre scolaresche in visita al museo. «Nella mia scuola - spiega Gianfranco Festi, docente di Informatica e Sistemi presso le Iti Marconi e coordinatore dell'iniziativa - ho proposto delle attività di apprendimento della robotica per le nuove tecnologie. I ragazzi di quarta e quinta hanno costruito un prototipo e progettato i programmi per farlo funzionare. Il risultato è un maggior coinvolgimento e una grande facilitazione nella trasmissione dei contenuti». Dietro ogni stand c'erano ragazzi impegnati a smontare e rimontare i loro modellini di robot costruiti con i Lego; come tanti giovani scienziati si sono confrontati con i colleghi delle altre scuole, mettendo alla prova le loro creazioni come in un vero laboratorio. «Abbiamo costruito il nostro robot-pompiere - spiegano Giulia, Francesca, Manuel ed Alex della Scuola Media Salesiani Rainerum di Bolzano - nelle ore di laboratorio. Quando sente del calore, si attiva una pompa che spruzza acqua. È stato molto interessante perché abbiamo capito cosa sono i circuiti e la programmazione. Poi è stato anche divertente perché con queste cose è facile sbagliare e il nostro robot è andato in frantumi molte volte». Accanto ai bolzanini, i ragazzi del Liceo Scientifico Rosmini di Rovereto con esperimenti sul loro robot «Testone», programmato con dei sensori di contatto per trovare la via di uscita dai labirinti, il «Listener» con i suoi sensori di suono e l'«Oculus», in grado di seguire le fonti luminose. «Finché siamo a noi a gestire i comandi - affermano Jacopo e Giulia, 16 anni - non c'è nessun problema. Qualche difficoltà in più con la robotica potrebbe sorgere nel caso si sviluppasse l'intelligenza artificiale». Dallo stand del Liceo Tecnologico Buonarroti di Trento, i giovani scienziati robotici Mattia e Matteo confermano che spesso nella programmazione sorgono degli imprevisti, come quando il loro robot tuttofare ha smesso di rispondere ai loro comandi per alcuni errori di sintassi. «Non abbiamo paura di una rivolta dei robot - assicurano i due studenti - ma non so quanto sia utile rendere le macchine simili agli umani. Secondo noi sarebbe meglio limitare il loro utilizzo all'industria, dove non sorgono problemi etici. Insomma, io non la voglio mica una fidanzata-robot». Dal tavolo del Liceo Tecnologico Marconi di Rovereto possono provenire improvvisamente strani suoni. Il robot «Pingu», dal nome del famoso pinguino dei cartoni animati, emette infatti uno strano verso per richiamare il suo amico robot-cagnolino che lo segue ovunque grazie alla tecnologia bluetooth. «Abbiamo costruito anche un automa che separa i mattoncini di lego bianchi da quelli neri e un altro robot che si parcheggia da solo. In realtà la Volkswagen ha copiato da noi per i sensori di parcheggio installati sulle sue vetture» spiegano sorridendo Alessandro, Matteo e Patrick. Uno scherzo, ma non troppo: un domani i giovani creatori di robot avranno a che fare con tecnologie come queste.


03/06/2009

 
Con Wilma il palmare elabora i dati su web
icon L'Adige 3 Marzo 2009 - pg. 33 sezione: ROVERETO

Con Wilma il palmare elabora i dati su web

La ricerca è di un gruppo di studenti ed ex studenti dell'istituto tecnico Marconi, 57 domande rivolte con innovativo sistema informatico sviluppato in proprio, l'ormai celebre «Wilma Survey», che consente, raccolti e immagazzinati i dati con un palmare, di spedirli con un click ad un sito web.

Michele Comper
Quello del Mart è un pubblico colto, maturo, ma da «mordi e fuggi», che snobbala città e spende poco nei nostri esercizi. A fermarsi in città, a fare quattro passi e ad entrare in un locale, dopo aver visto la mostra per cui s'è fatto un viaggio (raramente lungo), è solo il 44 per cento dei visitatori del Mart che alla visita dedica in media non più di due ore. La percentuale non è neanche malaccio, se si considera che per più della metà proviene sì da fuori Trentino, ma in gran parte dalle regioni limitrofe; e che quasi esclusivamente è mosso dall'obiettivo preciso di far visita al museo; che, infine, si tratta di un vero appassionato d'arte, quasi di casa (nel 67 per cento dei casi al Mart c'è già stato, in media altre sette volte). Ma spendere, creare come si suol dire indotto, quella è un'altra cosa. Per stare solo sui visitatori da fuori provincia, infatti, solo il 9 per cento pernotta in zona, e uno sparuto 3 per cento lo fa a Rovereto. La maggior parte dei pochi soldi spesi, va soprattutto in ristorazione e affini, bar, pizzerie e ristoranti, dove si reca il 32 per cento dei visitatori (spesa media, 14 euro). È questo il visitatore-tipo del Mart per com'è delineato dall'ultimo sondaggio eseguito dal gruppo di lavoro di studenti ed ex studenti dell'istituto tecnico Marconi, 57 domande rivolte su incarico del Mart stesso, dell'Osservatorio provinciale per il turismo e del Servizio statistica della Provincia. I ragazzi si servono di un innovativo sistema informatico sviluppato completamente in proprio, l'ormai celebre «Wilma Survey», che consente, raccolti e immagazzinati i dati del sondaggio con un palmare, di spedirli con un clic ad un sito web dove giungono in tempo reale già sotto forma di statistiche bell'e fatte e con tanto di grafici. L'indagine è la seconda condotta per il Mart (segue quella del periodo pasquale dell'anno scorso) ed è stata eseguita dal 24 ottobre 2008 allo scorso 6 gennaio, dunque in periodo natalizio, intervistando 536 visitatori over 16 anni, scuole escluse. Le mostre principali in quel periodo erano «Impressionisti e post-impressionisti dal museo di Tel Aviv» e «Il secolo del jazz». Altri dati sulla (purtroppo limitata) ricaduta economica (beninteso, data per scontata quella culturale e d'immagine) dicono che in media il visitatore del Mart che si ferma a pernottare in zona spende attorno ai 29 euro. I dati migliorano se si considerano solo i visitatori provenienti da fuori provincia, i quali «sganciano» in media 40 euro a notte, e nel 41 per cento dei casi entrano in bar e ristoranti, spendendo attorno ai 17 euro. I visitatori trentini (esclusi Rovereto e la Vallagarina) solo nel 19 per cento dei casi spendono qualcosa in città, in media 21 euro al dì, di cui 8 per bar e ristorante. Ma c'è di più: il Mart non si rivela un «affare» nemmeno per il Mart. Oltre l'80 per cento degli intervistati, infatti, dichiara di non fare alcun acquisto al bookshop, e se lo fa è solo per gadget e simili, quasi mai per i cataloghi delle mostre. E su cento visite, solo il 43 per cento dà un'entrata piena: nel 31 per cento dei casi si tratta di biglietti ridotti e nel 21 per cento di gratuiti. Insomma, Rovereto rimane poco attraente per il turista Mart, forse ben più affascinato dal vicino e celebre Alto Garda, e da parte sua il Mart pare indurre un turismo di giornata, con poca ricaduta sulle strutture ricettive e sul tessuto economico della città.

Le cifre Molto buono il grado di soddisfazione
Più locali, meno da fuori

Oltre l'economia - e per stare nell'arte - resta elevato (come già era stato rilevato nel primo sondaggio del «Marconi») il grado di soddisfazione rispetto a mostre e servizi del Mart: su cento visitatori, 90 si dichiarano pienamente soddisfatti della mostra che hanno appena visitato, 88 del personale e 82 dei servizi interni. Ben 75 anche del costo biglietto, il che in tempi di crisi è un dato da non disprezzare. Si consideri che il visitatore-tipo ha un'età matura (media 47 anni) e un livello d'istruzione elevato (41 per cento di laureati). Dei cento di cui sopra, poi, 57 giudicano il Mart un museo di livello internazionale. Circa la struttura disegnata da Botta e Andreolli, 87 la ritengono adeguata e solo 10 sovradimensionata. Infine, una curiosità: per 49 visitatori su cento, il museo deve «prestare attenzione ai costi di gestione», per 29 deve «perseguire il pareggio di bilancio» e per pochissimi non avere alcun vincolo o garantire un utile. Rispetto al sondaggio dell'anno scorso - che riguardava però mostre diverse e un periodo diverso - cambia la provenienza: da fuori provincia si passa dal 73 al 52 per cento, con i roveretani che triplicano e i trentini che raddoppiano. In aumento, tra i visitatori delle altre regioni, quelli che a Rovereto vengono con il solo obiettivo di visitare il Mart (70 per cento contro 52).

 


 
A Rovereto «Discovery on film» fra documentari, robot, progetti

Trentino - 23 maggio 2008 pagina 53 sezione: SPETTACOLOCULTURA E SPETTACOLI
ROVERETO.

Tre giorni all'insegna di esibizioni, dimostrazioni, giochi didattici, progetti robotici scolastici, video in tre dimensioni e attività naturalistiche. E' il programma dell'ottava edizione di "Discovery on film", la mostra del film scientifico e tecnologico in programma da giovedì 29 fino a sabato 31 maggio al Museo civico di Rovereto. Per l'occasione gli organizzatori hanno riservato alla manifestazione l'intero piano terra della sede museale, che sarà invasa da robot e automi. I filmati e i documentari si troveranno al terzo piano nella sala convegni. Il primo della serie, "Dino autopsy", sarà proiettato giovedì 29 alle 16, e racconta il ritrovamento di una mummia di dinosauro parzialmente intatta. In serata (ore 20.30) saranno invece protagoniste le balene, capaci di un sistema di navigazione migliore del Gps. Le pellicole "Il Mondo di Al", "Mostri con le ali", "L'impero dei mostri" e "Il cimitero dei Mostri" verranno proiettate nei giorni successivi e riguarderanno sempre i rettili preistorici. "Supercolonie" parlerà invece delle capacità da parte di alcuni animali di riunirsi in colonie perfettamente organizzate. Nella sala esposizioni troveranno spazio una serie di realizzazioni e progetti di robotica, tra cui il robot spazzino ospite di Quark e il filmato tridimensionale della più famosa eruzione del Vesuvio. Le scuole regionali partecipano all'evento con tre diversi progetti: l'Iti Marconi e il liceo Rosmini di Rovereto presentano due robot costruiti con i mattoncini del Lego capaci di sfidarsi in una partita a tris, mentre l'Iti Buonarroti di Trento presenterà lo studio degli effetti delle onde elettromagnetiche provenienti dai cellulari sulla crescita delle piante. Infine, il liceo Rainerum di Bolzano esporrà "Cicero": due congegni capaci di guidare il visitatore attraverso la città, i suoi palazzi e le opere d'arte. Sono un piccolo mezzo cingolato e una biga moderna, in grado di riconoscere la propria posizione, quella del turista e fornire informazioni in tempo reale. La mascotte della manifestazione è Pleo, un cucciolo di dinosauro che sembra un giocattolo tradizionale, ma in realtà è un concentrato di tecnologia. Lo ha sviluppato la giapponese Ugobe, la stessa che ha lanciato i "Furby", i famosi cuccioli robot capaci di muoversi, orientarsi autonomamente nello spazio e imparare le frasi dette dai padroni. Pleo è l'ultimo nato della casa ed è un animaletto dall'aspetto vispo capace di rispondere agli stimoli ambientali, grazie ai numerosi sensori e alle telecamere nascoste nelle narici. La novità rispetto agli animaletti precedenti è la sua sorprendente capacità di cambiare stato d'animo a seconda del padrone. In Giappone è andato a ruba e presto lo si potrà trovare in commercio anche in Italia. Nel frattempo si può "coccolarlo" nelle sale del museo civico, a meno che non impari l'autodifesa e morda i visitatori. - Paolo Trentini

 
Studenti e tecnici, gomito a gomito
2011studenti_sandozUna settimana «full immersion» alla Sandoz per 15 ragazzi dell'Iti Marconi

ROVERETO. Si sono sporcati le mani di grasso nei macchinari, vissuto lo spirito e gli automatismi di un team, trascorso 5 giorni (40 ore) lavorando spalla a spalla con i tecnici di una grande azienda multinazionale "trentina". Ne sono usciti entusiasti e motivati. Sono i 15 studenti del corso di "automazione industriale" dell'Iti Marconi che hanno partecipato al progetto di Confindustria e Provincia, "La scuola in fabbrica". Prima tappa, la Sandoz.  L'idea della "scuola in fabbrica" rientra nel più ampio progetto "Education", allestito dal settore giovani di Confindustria e coordinato dall'ingegner Agostino Peroni, è stata mutuata dal modello tedesco. «E' un progetto sperimentale che prevede di inserire il mondo della scuola nelle industrie, ma non con gite, stage o presenze spot, ma con un rapporto continuativo in cui tecnici dello stabilimento e professori si alternano nel fare lezioni teoriche a pratiche. Vivendo all'interno dell'azienda».

La "prima" con i ragazzi dell'Iti Marconi, che si è conclusa venerdì sera, è stata un successo: «Ci ha dato grande soddisfazione», ribadisce Peroni. Convinto che è stato fatto un primo, importante passo per l'ingresso degli studenti nel mondo del lavoro, un passo «osmotico, perché contemporaneamente permette di tenere aggiornate anche le maestranze», conclude Peroni.  Soddisfazione esprime anche il professor Fabrizio Barozzi, dell'Iti Marconi. «È stata un'esperienza positiva, perché i ragazzi hanno lavorato all'interno di un laboratorio diffuso quale è una grossa azienda come la Sandoz». Anche quelli più scettici sono rimasti coinvolti e "travolti" dall'atmosfera aziendale, hanno progettato, si sono confrontati e motivati mettendo a frutto anni di studio sui libri.  Ecco la squadra del corso post diploma in "Automazione industriale": Davide Beltrami, Filippo Bertamini, Stefano Canal, Cesare Cobbe, Andrea Denaro, Angelo Ippolito, Elia Manfrini, Marco Pegoretti, Alessio Rimmaudo, Oscar Saffer, Omar Salah Chebel, Nicola Salvadori, Andrea Vicenzi, Valentyn Vivcharyuk, Roberto Zenatti.

 

Trentino - 13 novembre 2011

 
La telecamera che risparmia energia

Studente dell'Iti collabora al gruppo di ricerca Soi (Fbk) per sviluppare un progetto di videosorveglianza a basso consumo.

Trentino - giovedì 23 settembre 2010 - pagina 24

ROVERETO. Per otto settimane ha lavorato nel gruppo di ricerca Soi della Fondazione Bruno Kessler. Ha lavorato con impegno ed entusiasmo Gabriele Faes (e in parte anche Christian Trainotti), studente della quinta A di meccatronica dell'Iti Marconi seguito dall'insegnante Gianfranco Festi per contribuire a sviluppare un progetto di videosorveglianza di ambienti sensibili.
Ci ha messo del suo, con buoni risultati, Faes nel contribuire a sviluppare grazie alle conoscenze acquisite a scuola, una telecamera (chiamata GrainCam) con determinate caratteristiche. Lavora sul contrasto, ciò significa che visualizza solo i bordi di un oggetto, una persona, un ambiente; ha un bassissimo consumo, mille volte inferiore ad un led; rileva solo le "cose" che si muovono tanto che nel caso non vi fosse attività nell'ambiente inquadrato il sensore va in stand by (consumando ancora meno) per risvegliarsi poi quando percepisce un movimento. Tecnologia e green economy (grazie ai ridottissimi consumi) per promuovere progetti didattici con attività di ricerca che parte dall'Iti Marconi di Rovereto per arrivare, grazie a una convenzione, con la Fondazione Bruno Kessler.

 
La lezione si può fare su internet

itiseraleicon L'Adige 16 Marzo 2009 - pg. 8 sezione: IN RETE

nicola marchesoni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Sono iniziate in Trentino qualche settimana fa le prime lezioni scolastiche su internet. Per seguirle è sufficiente collegarsi a www.itiserale.it ed andare nell'apposita sezione. L'idea di proporre in rete l'insegnamento di alcune materie, per il momento quelle scientifiche, è partita da Giuliano Pellegrini Parisi e Luca Boschi. «Nelle nazioni più evolute - spiegano i due giovani professori d'informatica - ci sono parecchi network specializzati in insegnamenti online su misura per chi frequenta le scuole superiori e addirittura le medie inferiori. Su questo fronte in Italia siamo ancora indietro». Aggiungono: «Il progetto che abbiamo appena fatto decollare rappresenta una novità assoluta a livello nazionale non solo provinciale. Oltre un migliaio di utenti ha già ascoltato le lezioni. È un dato davvero sorprendente». L'obiettivo di Giuliano Pellegrini Parisi e Luca Boschi è quello di allargare al più presto il numero di materie insegnate su www.itiserale.it: «Compatibilmente con le risorse disponibili vogliamo essere affiancati da docenti di varie materie. Solo così si potranno realizzare a breve termine altri corsi didattici. Per adesso ce ne sono ancora pochi». Sono ottimisti: «Un numero crescente di colleghi ci sta contattando per ottenere informazioni sull'esperimento in questione. Non c'è diffidenza, solo tanta voglia di capire. Siamo fiduciosi». Il loro sogno sarebbe veder nascere a Trento un polo d'eccellenza nel campo dell'e-learning. «Ci piacerebbe - a parlare è Giuliano Pellegrini Parisi - che la Provincia, i privati e perché no il Ministero della Pubblica Istruzione sostenesse la nostra iniziativa. Dobbiamo crederci ed investire in cultura senza paura. Se all'estero ci sono professori che passano le rispettive giornate non in classe ma a preparare lezioni da utilizzare su internet ci sarà un motivo». Quali i vantaggi? «Si darebbe in primo luogo l'opportunità agli studenti, in particolar modo a quelli che hanno delle lacune, di riascoltare quello che il docente ha illustrato in classe. Se ci muovesse in tale direzione forse avremmo meno persone impreparate in matematica». E ancora: «Nulla ci vieta, poi, è un passaggio comunque successivo, di arrivare anche ad un'interazione così alta da permettere interrogazioni e verifiche online. Meglio, però, fare un passo alla volta. La fretta non porta quasi mai a nulla di buono». Giuliano Pellegrini Parisi e Luca Boschi, oltre a realizzarle (nel tempo libero, ndr) si occupano del montaggio e della pubblicazione delle lezioni su www.itiserale.it: «Facciamo tutto gratuitamente. La soddisfazione più grande per noi è quella di essere fermati dai ragazzi che ci ringraziano per la chiarezza con cui spieghiamo in rete argomenti complessi come i sistemi di numerazione oppure l'informatica». Chiudono: «Non sono comunque, è giusto ricordarlo, solo loro ad ascoltare i corsi. Al sito si connette infatti pure tanta gente comune desiderosa di apprendere cose nuove. Le materie vengono spiegate in maniera integrale, dalla base ai livelli più alti». Iniziativa che avrà futuro.

 
Al Mart i sondaggi si fanno con il palmare

Trentino - 02 aprile 2008 pagina 31 sezione: PROVINCIA

ROVERETO. La ricaduta del Mart sul turismo roveretano si limita sostanzialmente ad una sola giornata di sosta in città. Infatti, quasi il 90% delle persone che hanno visitato il museo durante le festività pasquali hanno preferito il «mordi e fuggi» senza pernottamenti. E' uno dei risultati del sondaggio effettuato dagli studenti - sei ragazzi della quarta classe e cinque ex allievi - dell'Itc Marconi di Rovereto. L'istituto ha avviato da qualche anno un progetto informatico finalizzato alla raccolta e alla rielaborazione di dati. Gli studenti hanno intervistato i visitatori del Mart all'uscita dal museo raccogliendo le risposte in un palmare e depositandole all'istante in un server per l'immediata rielaborazione. L'iniziativa è stata presentata ieri pomeriggio all'Iti, alla presenza dei vari soggetti coinvolti nell'operazione: Mart, istituto Marconi, Osservatorio sul turismo, Servizio statistica. Il progetto «Wilma Survey» è la continuazione di un lavoro didattico avviato qualche anno fa e che oggi si basa sull'interazione fra studenti attuali e diplomati. Grazie a «Wilma» è possibile effettuare sondaggi con l'ausilio di supporti tecnologici che riducono a zero la possibilità di un errore umano nella trascrizione dei dati e aumentano di molto la qualità del servizio. Funziona così: l'intervistatore rivolge delle domande prestabilite all'intervistato e fissa le risposte in un palmare (un piccolo apparecchio dotato di memoria informatica) che invia ad un server che in tempo reale raccoglie, rielabora e produce i necessari grafici. Durante le festività pasquali i ragazzi hanno tracciato l'identikit del visitatore medio del Mart: 42enne, laureato, libero professionista, residente in Veneto e in città per un solo giorno. (gl.m.)

 
Itis Marconi: i fratelli Passerini chimici al top

Trentino - 10 giugno 2008 pagina 31 sezione: PROVINCIA

ROVERETO. Sugli scudi nelle selezioni regionali ai Giochi di Chimica, i fratelli Giordano e Roberto Passerini, studenti roveretani dell'Itis Marconi che hanno prevalso, seppur in diverse categorie (Giordano frequenta il biennio e Roberto il trienno), a Trento nelle prove chimiche di specialità. I due fratelli hanno ottenuto la promozione alla fase nazionale ed attualmente partecipano alle finali a Frascati. «Non è escluso - dicono gli insegnanti Dossi e Tamanini - che la solida preparazione dei due chimici possa proiettarli nelle Olimpiadi Internazionali della Chimica, che quest'anno avranno luogo a luglio in Ungheria. Tuttavia le buone notizie per il Marconi non si fermano ai due «fratelloni». A Trento, presenti ben 17 Istituti superiori regionali, anche Michele Simoncelli (2D) e Matteo Mutinelli (2A) si sono piazzati secondo e terzo nella sezione dedicata a studenti del biennio. Bene e premiato anche il quidicenne Loris De Oliva. Concordano i fratelli Passerini: «Abbiamo prevalso anche grazie ai nostri docenti che hanno dedicato tempo ed energia nel prepararci a questi importanti e qualificanti appuntamenti». (a.b.)

 
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