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Firmata, il 20 maggio 2016 la convenzione con l'Università degli Studni di Trento per il riconoscimento di crediti formativi universitari a conclusione del percorso di Alta Formazione Professionale.

Alta formazione professionale: un passo avanti grazie alla sinergia scuola, università e impresa. Grazie alla convenzione firmata oggi a Rovereto, gli studenti del corso post diploma in “Tecnico superiore per l’Automazione e i sistemi meccatronici” accederanno alla laurea in Ingegneria Industriale con 63 crediti già acquisiti. Un anno di “sconto” frutto dell’accordo tra Università di Trento e Istituto Marconi di Rovereto 

 

 Gli studenti che concluderanno il corso post diploma di“Tecnico superiore per l’Automazione e i sistemi meccatronici”attivato dall’Istituto Tecnico Marconi potranno accedere al corso di laurea di primo livello in Ingegneria Industriale (curriculum professionalizzante) con 63 crediti già acquisiti, equivalenti ad un intero anno accademico. È quanto prevede la convenzione sottoscritta oggi a Rovereto dal rettore dell’Università di Trento,Paolo Collini,e dalla dirigente dell’Istituto Tecnico Tecnologico “G. Marconi”,  Laura Zoller.Convenzione_ITTMarconi_UniTrento_5.jpg

Una convenzione, che si inserisce nell’ambito delle iniziative intraprese per rendere sempre più solido e continuativo il collegamento tra mondo della scuola e dell’alta formazione. Un tema particolarmente caro, assieme a quello dell’alternanza scuola-lavoro, attorno a cui si concentrano gli sforzi delle istituzioni pubbliche trentine, oggi presenti alla firma della convenzione. Ad accompagnare la nascita di questa nuova convenzione sono stati, tra gli altri, l’assessora provinciale all’Università e Ricerca, Sara Ferrari, la dirigente generale del Dipartimento della Conoscenza, Livia Ferrario e il direttore di Confindustria Trento Roberto Busato.

 

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Scuola, impresa, università: un accordo di filiera per garantire un percorso valido di alta formazione professionale. In questo caso l’obiettivo è quello di creare figure in grado di operare nelle le cinque aree dell’automazione: meccanica, elettrica, elettronica, pneumatica ed informatica. Una figura professionale coerente con i bisogni del territorio e del sistema socio economico, che sa anticipare le tendenze del cambiamento dei sistemi produttivi. Per gli studenti dell’Istituto Tecnico Marconi questo accordo costituisce un significativo vantaggio. Li mette infatti in condizione di conseguire la laurea di primo livello in soli due anni aggiuntivi.

«L’integrazione dei due percorsi formativi, Alta Formazione e Laurea, rappresenta un traguardo strategico nel panorama formativo trentino e nazionale, frutto di due anni di stretta collaborazione con l’Università di Trento e che attua le recenti disposizioni della Buona Scuola sul riconoscimento dei crediti al termine dei percorsi degli Istituti Tecnici Superiori» ha commentato la dirigente Laura Zoller, direttrice del corso di Alta Formazione. «Tale accordo attesta il riconoscimento dell’alto  grado di qualità raggiunto dal nostro corso di Alta Formazione, giunto ormai al suo decimo anno, anche grazie alla stretta collaborazione tra Scuola e mondo del Lavoro. La collaborazione con l’Università rafforza e qualifica ulteriormente tale percorso e potrà certamente contribuire in modo significativo all’innovazione del sistema produttivo trentino».

Convenzione_ITTMarconi_UniTrento_2.jpgSoddisfazione è stata espressa anche dal rettore Paolo Collini: «Oggi firmiamo un accordo importante che apre una prospettiva in un campo ancora inesplorato per l’Italia, quello della formazione terziaria. Compiamo un primo passo in una partita cruciale per lo sviluppo del nostro Paese che sconta ancora un numero dei formati inferiore rispetto alla media dei Paesi sviluppati. E il mondo delle imprese lo sa bene». E sulla convenzione di oggi: «Tre sono gli elementi di novità di questa proposta: innanzitutto aumenterà il potenziale di attrazione del percorso e dell'Università in generale, perché potendo vedersi riconosciuta una parte di formazione, gli studenti avranno meno problemi di orientamento post diploma e rischi di fare scelte sbagliate. Scommette poi sull’innovazione della didattica e in un certo senso rompe un tabù nella formazione: non è sempre vero che la teoria debba precedere gli approfondimenti tecnici. La formazione tecnica è essa stessa un modo di pensare, di interpretare le cose e di affrontare i problemi e può precedere gli approfondimenti teorici che potranno essere appresi negli anni successivi. Infine, questo percorso mette università e mondo della formazione professionale davanti alla possibilità di lavorare insieme, in un esercizio di co-progettazione. Non soltanto facendo le cose vicini, ma condividendo le diverse competenze».

«Riteniamo l'Alta Formazione Professionale segmento formativo strategico per la crescita e la competitività delle nostre imprese – ha aggiunto Roberto Busato, direttore di Confindustria Trento – in quanto volto allo sviluppo di figure professionali dotate di elevata preparazione, in grado di svolgere un'attività professionale con significative competenze tecnico-scientifiche rispondenti ai fabbisogni emergenti del territorio. Essa interpreta inoltre in modo esemplare la metodologia dell'alternanza tra l'ambito formativo e quello lavorativo. Il raccordo con il sistema universitario è un altro passo che ne valorizza il ruolo ed i risultati ottenuti».

Alla giornata non ha voluto mancare il vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro della provincia autonoma di Trento, Alessandro Olivi. «L’Istituto Marconi è sempre stato avanti, con senso di responsabilità, nel creare punti di contatto, con il territorio, le imprese, le istituzioni. Come Provincia abbiamo cercato di dare voce a queste energie dando vita a un modello. Non perdiamo la capacità di lavorare insieme. Abbiamo bisogno di persone formate e di talento, perché la meccatronica comincia qui, da voi, dai vostri banchi di scuola» ha detto ai molti studenti presenti in sala. «O il Trentino si presenta così, come un avamposto avanzato dell'innovazione e delle relazioni con il mondo del lavoro, altrimenti non avrà chance di resistere alla competizione e di far valere la propria autonomia. Abbiamo la responsabilità di anticipare i tempi e di prefigurare gli scenari nel contesto di una sfida globale. A cominciare dalla filiera della conoscenza, da come orientiamo e facciamo incrociare questi percorsi, da come aiutiamo le aziende a riorganizzarsi in modo competitivo. Su questo ci giochiamo molto, ma siamo ben posizionati perché possiamo mutuare le buone pratiche maturate sul nostro territorio, come quelle che vediamo qui a Rovereto.

Anche l’assessora all’Università Sara Ferrari, oggi assente per impegni istituzionali ha voluto comunque inviare il suo apprezzamento per l’iniziativa. «Questo riconoscimento – ha scritto in un messaggio inviato all’Istituto Marconi – certifica, in modo inequivocabile, la qualità del percorso di studi post diploma che l'Istituto Marconi ha saputo attivare con la collaborazione dell'Università di Trento, che da un lato avvicina gli studenti al mondo del lavoro e dall'altro garantisce crediti formativi spendibili presso il Dipartimento di Ingegneria dell'Ateneo trentino. La sinergia tra le diverse agenzie formative e il contesto imprenditoriale è sicuramente la frontiera su cui attivarsi per creare maggiori opportunità ai nostri giovani e irrobustire il sistema imprenditoriale trentino».

A sottolineare il ruolo di precursore di questa iniziativa è stata Daniela Carlini del Dipartimento della conoscenza della Provincia autonoma di Trento (Servizio Istruzione e Formazione di secondo grado e Università): «In Trentino siamo partiti già nel 2006, in anticipo di due anni rispetto al contesto nazionale. Un risultato reso possibile grazie alla forte collaborazione con le associazioni imprenditoriali che volevano marcare bisogno di un'elevata professionalizzazione. In questo senso siamo pionieri con una forte responsabilità: quella di rafforzare ulteriormente questa filiera».

La dirigente Zoller ha infine voluto esprimere un ringraziamento particolare ai rettori Daria de Pretis e Paolo Collini e ai direttori del Dipartimento di Ingegneria Industriale che si sono succeduti in questi anni, Claudio Migliaresi e Dario Petri. Ma anche a tutti coloro che hanno creduto fortemente nel progetto, a partire dai docenti che hanno dedicato il loro impegno: in particolare la professoressa Claudia Calliari e il professor Daniele Bortoluzzi».