La “festa” della Donna

Intervista alla professoressa del Marconi

La “festa” della Donna

Sensibilizzazione al Marconi — Festa della Donna

Lunedì 9 marzo, in occasione della “festa” della Donna, gli studenti che hanno partecipato al progetto della biblioteca hanno distribuito dei bigliettini a tutte le ragazze dell’istituto.

Questi non erano semplici auguri, ma veri e propri promemoria per non smettere di lottare, arricchiti da frasi motivazionali, alcune delle quali scritte da donne spesso sottovalutate o dimenticate.

Lo scopo dell’attività era ben preciso: hanno partecipato esclusivamente gli studenti, con l’obiettivo di sensibilizzarli e di far crescere il loro rispetto verso le donne — non solo in quanto tali, ma come esseri umani con sentimenti, sogni e ambizioni.

Contesto storico

Le origini di questa ricorrenza sono particolarmente confuse. Spesso vengono fatte risalire all’incendio di una fabbrica a New York, in cui persero la vita 123 donne e, dettaglio spesso dimenticato, 23 uomini. In realtà, l’evento — non ben documentato — sarebbe avvenuto il 25 marzo 1911 e non rappresenta l’origine delle celebrazioni.

Gli eventi che hanno portato all’istituzione della Giornata Internazionale della Donna affondano le loro radici nella storia politica mondiale, più che in un singolo episodio tragico. Tutto ruota attorno alla rivendicazione di diritti negati ingiustamente alle donne.

Alla fine del 1908, il Partito Socialista statunitense invitò tutte le sezioni locali a «riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 all’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». Così, il primo Woman’s Day si tenne il 23 febbraio 1909.

Alla Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi a Copenaghen nell’agosto del 1910, venne poi deciso di istituire una giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne. Tuttavia, la ricorrenza venne celebrata in date diverse a seconda dei Paesi.

La Prima guerra mondiale pose fine alle celebrazioni negli Stati coinvolti, fino all’8 marzo 1917, quando le donne di San Pietroburgo (secondo il calendario giuliano, il 23 febbraio) scesero in piazza per chiedere la fine della guerra.

Questa protesta ebbe un impatto tale da contribuire al crollo dello zarismo, passando alla storia come Rivoluzione russa di febbraio. In seguito, il 14 giugno 1921, la Seconda Conferenza internazionale delle donne comuniste stabilì l’8 marzo come data ufficiale della celebrazione.

In Italia, l’8 marzo 1945, l’UDI (Unione Donne in Italia) organizzò la prima Giornata della Donna nelle zone liberate; l’anno successivo venne adottata la mimosa come simbolo, poiché fiorisce proprio nei primi giorni di marzo. Si dovrà però attendere il 1972 perché la

Infine il 1977 è l’anno di consacrazione della Giornata internazionale della donna, quando l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite propose l’istituzione di una giornata dedicata alla donna, rendendo l’8 marzo la data ufficiale della celebrazione.

La storia della festa della donna è perciò tutt’altro che lineare: non è un semplice > giorno di commemorazione, ma il punto d’arrivo di un lungo e travagliato percorso della donna per raggiungere la completezza dei propri diritti di cittadina.

Tipici errori nella lingua italiana

Nella lingua italiana si verificano spesso fraintendimenti sul significato di alcune parole, è quindi utile chiarirli.

Abbiamo parlato di emancipazione femminile, ovvero il processo storico e sociale di liberazione delle donne da vincoli di subordinazione, finalizzato al raggiungimento della parità di diritti, autonomia e libertà.

Questo termine viene spesso confuso con femminismo. Tuttavia, il femminismo non è l’opposto del maschilismo, né coincide con la misandria, ma sappiamo tutti quanti il vero significato di queste parole?

Il femminismo è un movimento politico e sociale che mira alla parità di diritti e alla fine delle discriminazioni di genere.La "festa" della Donna

Il maschilismo, invece, promuove la superiorità maschile e il mantenimento di privilegi. Si tratta di un sistema di credenze e comportamenti basato su una presunta — e infondata — superiorità dell’uomo sulla donna. Si manifesta attraverso la discriminazione, la sottomissione o la limitazione della libertà femminile e l’assegnazione di ruoli di privilegio al genere maschile, radicandosi in retaggi culturali, sociali e psicologici millenari.

Questi due termini sono spesso confusi, ma esistono anche altri concetti importanti, che tutti dovrebbero conoscere per acculturarsi e avere una visione più chiara di argomenti difficili.

La misandria è l’odio, il disprezzo o l’avversione sistematica nei confronti degli uomini in quanto genere maschile. Può manifestarsi attraverso pregiudizi, discriminazione, ostilità o la svalutazione della figura maschile.

La misoginia è l’odio, il disprezzo o il pregiudizio sistematico nei confronti delle donne. Si manifesta attraverso discriminazioni, svalutazione delle competenze, violenza verbale/fisica o la pretesa di subordinazione sociale. Non si limita a singoli atti di ostilità, ma è un fenomeno culturale che perpetua disuguaglianze.

Maschilismo vs Misoginia

Il misogino prova un’avversione attiva verso le donne; il maschilista, invece, sostiene una struttura sociale che privilegia l’uomo, spesso considerata “normale” a livello culturale.

In sintesi il femminismo è un movimento politico e sociale che lotta per la parità di diritti tra i generi, mentre maschilismo e misoginia esprimono la supremazia maschile e l’avversione verso le donne. La misandria è l’avversione verso il genere maschile. Non sono termini speculari: femminismo e maschilismo sono visioni del mondo opposte; misoginia e misandria sono atteggiamenti di ostilità individuale.

La "festa" della Donna


Termine Natura Focus


Femminismo Movimento politico/sociale Uguaglianza e diritti

Maschilismo Ideologia culturale Superiorità maschile

Misoginia Atteggiamento/Sentimento Odio verso le donne

Misandria Atteggiamento/Sentimento Odio verso gli uomini

Dopo aver chiarito i fraintendimenti della lingua italiana e la storia riguardante la Giornata Internazionale della Donna possiamo procedere con l’intervista fatta alla professoressa Sonia Bianchi — professoressa che si occupa in modo attivo dei progetti della biblioteca.La "festa" della Donna

Intervista alla professoressa

I giornalisti de “Il Guglielmo” hanno avuto la possibilità di intervistare la professoressa Sonia Bianchi che ha accompagnato gli studenti durante il progetto.

La biblioteca aveva organizzato un’attività in cui i ragazzi hanno ideato e realizzato piccoli gadget da regalare alle studentesse dell’istituto.

“Crede che i ragazzi, facendo questo progetto, abbiano acquisito maggiore consapevolezza sulla storia delle donne, dato che spesso si pensa che le donne abbiano una vita più semplice o più difficile in confronto agli uomini.”

«Questa volta il progetto non era incentrato sul fare delle riflessioni profonde,ma sul creare un momento dedicato alle ragazze dell’istituto, per valorizzare l’unicità dell’essere umano in quanto donna.»

“Come vive, da insegnante e da donna, la “Festa” della Donna”

«Sia come donna che come insegnante mi sono sempre sentita accolta. Non ho mai percepito atteggiamenti che mi facessero sentire inferiore.

Credo che la festa della donna non debba essere quello che oggi purtroppo si riduce ad un gesto rituale, dal fiore al cioccolatino alla cena.

L’obiettivo della nostra attività era un modo proprio per rendere concreto questo nostro impegno attraverso questo piccolo pensiero che ci ricorda quanto siamo in grado e abbiamo le risorse dentro di noi per poter affrontare la sfida più grande che poi è la vita

“Qual era, quindi, il senso dell’attività?”

«Il senso di questa attività era creare un attimo il confronto e leggere qualche riga di citazioni che sono state scritte da donne più o meno contemporanee come da ragazze che invitano al coraggio, allo studio e alla consapevolezza. Ad esempio Malala che dice: “non mi importa di dovermi sedere sul pavimento a scuola tutto ciò che voglio è l’istruzione e non ho paura di nessuno” oppure la stessa Bebe Vio dice “Se sembra impossibile, allora si può fare. La vita è una figata non sprecarla a cercare di essere qualcun altro”.

Abbiamo selezionato anche citazioni di donne dal mondo della scienza come Marie Curie che appunto dice “niente nella vita va temuto deve essere solo compreso ora è il momento di comprendere di più” questo è un inno al coraggio e alla voglia di studiare perchè come dico sempre comprendere e lo studiare ci rende liberiLa "festa" della Donna

Alcune citazione

“Sia gli uomini che le donne dovrebbero sentirsi liberi di essere sensibili. Sia gli uomini che le donne dovrebbero sentirsi liberi di essere forti.”Emma watson

“L’amore per se stessi è la base di ogni giustizia sociale. Se non sappiamo essere gentili con noi stessi, non sapremo esserlo col mondo.”Bell Hooks

“La cosa più importante è che nessuno può fare tutto, ma tutti possono fare qualcosa.”Sylvia Earle

Fonti:

[Diana Frate], [Gioele Valzolgher]

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