Il 28 aprile 2025 la classe 4Bi ha preso parte al viaggio d’istruzione a Venezia.
Ritrovo alla stazione ferroviaria di Rovereto con partenza alle 7.
Giunti a Venezia, gli studenti si sono immediatamente diretti verso la Basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari dove hanno potuto contemplare la solenne imponenza dell’edificio sacro: un maestoso esempio di architettura gotica, articolato in tre ampie navate e impreziosito da capolavori artistici di straordinario valore, fra cui spicca l’Assunta di Tiziano, collocata sull’altare maggiore. La basilica è altresì importante in quanto conserva ancora intatto il coro, unico in Italia che mantiene l’originaria posizione antistante l’altare maggiore, con due organi collocati su due cantorie diverse e contrapposte, quella di destra e quella di sinistra.
Il gruppo si è mosso poi verso l’Arsenale di Venezia, la cui visita è iniziata con il Padiglione delle Navi. Situato all’interno di un ex capannone in disuso dell’Arsenale, anticamente destinato alla costruzione navale e alla manutenzione dei remi, ospita oggi imbarcazioni storiche e di rappresentanza, tra cui l’imbarcazione da cerimonia Scalè Reale e la motonave Elettra, ossia il panfilo di Guglielmo Marconi utilizzato per gli esperimenti pionieristici sulle onde radio. È esposta la sua sezione motrice, con le imponenti caldaie.
Visitando il Museo Storico Navale dell’Arsenale, disposto su un grande edificio a cinque piani che racchiude oltre 42 sale, gli studenti hanno avuto modo di osservare e riflettere sull’importante storia della marineria veneziana e italiana.
L’esperienza di sicuro più affascinante è stata però quella a bordo del sommergibile Enrico Dandolo, costruito negli anni Sessanta e messo in disarmo negli anni Novanta, testimonianza straordinaria della navigazione subacquea. La sua visita ha fatto percepire le condizioni di vita dei giovani sommergibilisti italiani: un equipaggio di circa 30 persone che viveva in spazi ristretti, con turni di guardia che potevano variare dalle 4 alle 8 ore. Tra un turno e l’altro i membri si riposavano: non c’era tempo per fare altro, se non il brevissimo tempo per il pranzo o la cena. Bisognava andare in branda, vestiti, un solo cuscino per due persone. Veniva chiamata “branda calda” perché chi andava a riposarsi trovava il letto ancora caldo da chi si era appena alzato per dare il cambio al collega.
Al termine del percorso museale veloce pausa pranzo e poi camminata con visita a Piazza San Marco, Ponte dei Sospiri, Ponte di Rialto e, infine, rientro in stazione passando per il Ghetto Ebraico.
Alla fine della giornata le app sugli smartphone ci hanno restituito il bilancio della giornata: una passeggiata di circa 20 km tra ponti, calli, monumenti … di una delle città più suggestive del mondo!
Carlotta Frapporti







0