Conflitto in Iran, cosa sta accadendo

Che ruolo prenderà l'italia?

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Conflitto in Iran, cosa sta accadendo

Gli Iraniani si preparano al peggio

Da ormai una settimana la popolazione dell'Iran è costretta a vivere sotto continui bombardamenti. La tensione nel Paese cresce di giorno in giorno e molti cittadini temono che il conflitto possa intensificarsi ulteriormente. Per comprendere la situazione attuale è però necessario fare un passo indietro e ripercorrere brevemente i principali eventi storici e politici che hanno segnato l'Iran negli ultimi decenni.Conflitto in iran cosa sta accadendo 3

La storia dell'Iran

Fino al 1979 l'Iran era una monarchia guidata dallo Scià Mohammad Reza Pahlavi. Il suo governo si presentava sulla scena internazionale come moderno e vicino ai modelli occidentali. All'interno del Paese, tuttavia, il regime cercava di mantenere un equilibrio tra modernizzazione e tradizioni culturali. In quegli anni la società iraniana era relativamente più aperta rispetto a oggi. In particolare, le donne godevano di maggiori libertà sociali: potevano scegliere come vestirsi, partecipare alla vita pubblica e intrattenere relazioni con maggiore autonomia. Poco dopo scoppiò una rivoluzione Islamica portata avanti da religiosi e conservatori di qualsiasi età quindi lo Scià fu mandato via per cercare di cambiare governo. Al potere salì Ayatollah Khomeini che istituì la prima Repubblica Islamica ancora portata avanti ai giorni nostri, Khomeini non apprezzava l'occidente e pensava che le sue ideologie rovinassero il popolo iraniano quindi spezzò qualsiasi legame con l'America. Nacquero così delle leggi per controllare il popolo e per essere dei fedeli migliori della religione Islamica. Le leggi erano particolarmente severe per le donne che piano piano videro i loro diritti irrigidirsi o addirittura sparire.

L'America ha sempre avuto un occhio di riguardo per l'Iran data la grande disponibilità di petrolio e per i rapporti che aveva con Russia e Cina, all'epoca non così stretti come oggi, quindi quando l'Iran si chiuse in sé stesso gli Stati Uniti cercarono dei modi per continuare ad averci a che fare.Conflitto in iran cosa sta accadendo 1

Conflitto Usa & Israele – Iran

Il 28 febbraio infatti il presidente degli USA, Donald Trump, e il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, hanno attaccato l'Iran. Tra bombardamenti e raid, la stampa iraniana ha riportato 1045 vittime (dati aggiornati al 4 marzo), tra cui 150 bambine in una scuola e la guida suprema Ali Khamenei.Conflitto in iran cosa sta accadendo 2

La morte di Khamenei ha provocato reazioni contrastanti all'interno del Paese: chi detestava la Repubblica islamica ha festeggiato, scandendo slogan come "Abbasso il dittatore!", mentre gli iraniani sostenitori del regime si sono riuniti nelle piazze per iniziare il periodo di lutto. Inoltre, con la morte della guida suprema sotto gli attacchi israelo-statunitensi provoca un "periodo di forti turbolenze". Negli ultimi anni gli attacchi di Israele e USA hanno preso di mira molti dei leader iraniani, tra cui Ali Shamkhani, consigliere per la sicurezza di Khamenei, ucciso anche lui il 28 febbraio, finendo a decapitare parte del cuore decisionale del regime.

Ali Larijani, segretario del consiglio supremo per la sicurezza, ha dichiarato in televisione la formazione di un gruppo provvisorio che eserciterà i poteri costituzionali della guida suprema. Questo gruppo, oltre al presidente e al capo della magistratura, andrà ad includere anche Alireza Arafi, un membro del consiglio dei guardiani, organo che si occupa di vigilare sulla conformità delle leggi a sia costituzione che islam. Larijani ha poi cercato di sminuire le perdite subite dal regime, ma anche le perdite civili, definendole "quattro o cinque martiri", nonostante le vittime la sera del 28 febbraio fossero già oltre alle 200 persone.

Secondo la costituzione, l'assemblea degli esperti, formata da 88 sciiti, deve affrettarsi ad eleggere un successore di Ali Khamenei, anche se il consiglio dei guardiani fa notare che c'è da tenere in conto il fatto che il Paese si trova in guerra. Larijani sembra però una figura centrale nella transizione, probabilmente, al momento, l'uomo più importante del sistema. Secondo Babak Vahdad, ricercatore indipendente e analista esperto di Iran e sciismo, "La sua forza sta nella capacità di manovra dentro le istituzioni, facendo da ponte tra l'apparato di sicurezza, le reti clericali e i conservatori." aggiunge inoltre che "in un momento di incertezza, potrebbe raccogliere il consenso dell'élite e influenzare la successione, senza necessariamente cercare di esercitare lui stesso il potere supremo". Dal 28 febbraio sono stati presi di mira una quarantina di alti funzionari iraniani, colpendo il comando militare, le reti decisionali e i servizi di intelligence. Nelle vittime compaiono anche: il ministro della difesa, il comandante dei Pasdaran, ovvero i "Guardiani della rivoluzione", il capo di stato maggiore e il responsabile dell'intelligence della polizia, oltre ad alcuni uomini di programmi tecnologici e militari. I raid si sono concentrati su due assi principali. Il primo riguarda i porti di Bandar Abbas e Chabahar, al fine di limitare la capacità dell'Iran di bloccare lo stretto di Hormuz. Il secondo invece si concentra sui centri dei Pasdaran a Teheran, la capitale, sul comando della polizia e sulle zone di confine occidentali con l'obiettivo di ridurre la capacità del regime di imporsi su manifestazioni interne o nuclei ribelli.Conflitto in iran cosa sta accadendo 4

Ruolo dell'Italia

Negli ultimi giorni è arrivata la prima presa di posizione ufficiale del governo Italiano riguardo all'azione militare avviata dagli Stati Uniti (USA) e Israele in Iran. Il ministro della Difesa Guido Crosetto risponde alle proteste delle opposizioni in Parlamento e ha dichiarato che l'operazione è stata condotta al di fuori delle regole del diritto internazionale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un'intervista radiofonica ha ribadito che l'Italia non è in guerra e non intende entrarci. Meloni riferirà in Parlamento le comunicazioni per aggiornare deputati e senatori sulla situazione in Iran in vista del Consiglio europeo.

Con il nuovo conflitto nel Golfo il clima politico in Italia si fa sempre più accesso. Dopo l'incontro tra Giorgia Meloni e il presidente Sergio Mattarella, le opposizioni hanno criticato duramente il governo, accusandolo di evitare il confronto diretto in Parlamento. Il sospetto dei democratici è che Meloni, venendo in Aula "nella settimana del referendum non voglia dibattiti". In parlamento sono apparsi anche cartelli di protesta come "Fratelli di Trump" e "L'Italia non si usa". L'opposizione critica severamente la Meloni dicendo che lei e i ministri di destra si sottomettono a Trump.

Uno dei temi più discussi riguarda l'uso delle basi americane in Italia. Le opposizioni chiedono al governo di opporsi a qualsiasi autorizzazione, sostenendo che l'operazione violerebbe il diritto internazionale. Meloni ha spiegato che non è arrivata alcuna richiesta dagli stati uniti e che le basi italiane sono troppo lontane dal fronte per essere usate in missioni di combattimento. Ha inoltre ricordato che gli accordi del 54' permettono solo attività logistiche, no al bombardamento.

Sul piano internazionale, il governo teme un'escalation del conflitto. Meloni ha avuto delle conferenze con Emmanuel Macron e con Volodymyr Zelens'kyj, esprimendo preoccupazione per le possibili conseguenze globali. Crosetto ha parlato di una situazione "sull'orlo dell'abisso", temendo che la crisi possa spingere la Russia a scelte ostili. Inoltre la premier condanna la "reazione scomposta degli iraniani", e garantisce l'impegno a lavorare sul piano diplomatico "per capire se ci siano i margini per una ripresa del negoziato". Se si fermasse il conflitto, il governo è convinto di poter giocare un ruolo grazie ai tradizionali buoni rapporti della nostra Intelligence con gli iraniani. Ma prima, chiarisce Meloni "l'Iran deve smettere di attaccare i Paesi confinanti".Conflitto in iran cosa sta accadendo 5

Diana Frate, Giorgia Beozzo, Daniele Scaraglia

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