Provare emozioni forti è sempre bello?

Bisogna imparare a puntare alla perfezione ma con l'umiltà del mediocre.

Provare emozioni forti è sempre bello?

Pensiamo che l’amore, l’amicizia e altre emozioni così intense ti portino ad avere una vita più ricca ma, allo stesso tempo, più complicata. Le emozioni forti rendono infatti la vita estremamente più ricca, sebbene contemporaneamente più complessa.

Sentimenti intensi come il dolore, la gioia e l’amore vanno accettati. Spesso il lato complicato deriva proprio dal timore di restare intrappolati in tali emozioni; eppure è questa intensità a completare la nostra esistenza. Pensiamo, ad esempio, all’amore: è un sentimento bello, genuino, ma allo stesso tempo molto coinvolgente. Non sempre ti rende felice o, almeno, non per sempre; se poi dovesse finire, diventa tutto più complicato ed è come se tutto quello che si è provato in quel momento scomparisse.

Quando ci troviamo di fronte a queste emozioni, non dovremmo pensare a ciò che potrebbero toglierci, ma a ciò che ci doneranno in un tempo successivo: bisogna accettare le spine insieme ai petali. Qualsiasi emozione che si prova può arricchirci, anche se, a un certo punto, può farci stare male. È proprio per questo che penso che le emozioni forti complichino la vita da un certo punto di vista, anche se magari, in un momento precedente, ci avevano reso felici.

Le emozioni forti conferiscono rotondità al nostro percorso, rendendolo completo. Nessun sentimento dovrebbe diventare un corpo estraneo da estirpare con urgenza chirurgica, come se fosse un male improvviso. I sentimenti non sono “malattie” da guarire, ma voci interiori da ascoltare. Tutte le emozioni sono come pezzi di vetro preziosi: dobbiamo preservarle e, soprattutto, ascoltarle per non rischiare la frattura.

I sentimenti più autentici sono quelli che troviamo dentro noi stessi e non vanno ostentati. Dobbiamo imparare a gestire la nostra temperatura emotiva, perché è proprio in quella variazione di calore che risiede l’essenza più autentica della nostra umanità. Gestire questa temperatura non significa spegnere il fuoco, ma imparare a non scottarsi mentre ci si scalda.

In primo luogo, le emozioni intense fungono da bussola: senza passione, ogni azione diventerebbe un mero automatismo privo di scopo. In secondo luogo, il contrasto interiore che esse generano ci costringe alla riflessione, spingendoci a superare i nostri ostacoli, che inizialmente consideriamo limiti. Il limite è intangibile: trascriverne un omonimo è come provare a fingere tra viscere che esplodono.

Il film Colpa delle stelle ci insegna quanto sia bello provare amore e affetto verso qualcuno, ma anche quanto poi ti lasci vuoto quando tutto finisce. In conclusione, siamo convinte che che, poiché le emozioni coinvolgono profondamente la nostra vita sia in positivo che in negativo, provare emozioni così forti porti, nella maggior parte dei casi, ad avere una vita più complicata.

Eppure, sebbene la complessità possa spaventare, essa è il prezzo necessario per una vita non piatta. Accettare il disordine dei sentimenti significa scegliere di vivere pienamente, anziché limitarsi all’esistenza.

Anaïs Larcher e Mariachiara Pia Tarasco

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